Bigolada e “vender sgnocolà”
Tradizione tipica soprattutto della Valsugana è la distribuzione della pasta in piazza. Condita con burro, formaggio e litri di vino. Anticamente ognuno del paese portava il suo contributo per “fare el pocin” e condividere un pasto ricco con tutti.
E poi gli gnocchi di patate e farina, con ragù o con burro e pujina, rimasti vivi in città come nei paesi, dove l’ultimo venerdì di Carnevale a mezzogiorno ognuno può uscire a prendere la sua razione e tornare a sentirsi parte della sua comunità.
Onto e bisonto soto tera sconto
Unto e bisunto nascosto sotto la cenere dove viene cotto, lo smacafam uccide la fame. Farina bianca, latte, olio, lucanica fresca, pancetta affumicata, burro o lardo per una focaccia morbida capace di far esultare lo stomaco di chi penava tutto l’anno per gustare un solo ingrediente per volta, quando c’era, e liberare ogni inibizione.
Così succedeva nel Trato marzo, quando i giovani coscritti, con un cappello fiorito in testa, si radunavano su un’altura del paese, intorno a un falò nella notte e poi urlavano a gran voce i nomi di coppie di compaesani reali o burlesche, per aggiungere fertilità ad auspicio di fertilità in nome della continuità della vita.