Il futuro
È in atto un cambiamento importante, non solo nelle cucine ma anche nelle aziende agricole di valle. “Quando ho iniziato io, non c’era un’azienda agricola che ti vendesse una patata, che ti vendesse una cassetta di mele o un cavolo cappuccio. Ti guardavano male. Non c’era la mentalità di dire questa cosa è cresciuta nel mio orto, l’ho coltivata io, guarda che buona, la provi… Tenevano le produzioni per sé”, ricorda Silvana, la mamma. Mentre adesso una nuova generazione di produttori ha l’orgoglio del prodotto, lo condivide con i ristoratori, addirittura collabora nella messa a dimora di nuove produzioni. L’accelerazione di una nuova cultura del gusto viene da qui. Dal fatto che non c’è più una sola patata che anche la Locanda Alpina acquisti da un qualsiasi rivenditore. Sperimentazione, collaborazione, trasformazione, qualità.
Senza dimenticare la curiosità, la contaminazione, la conoscenza. La cantina della Locanda è una miniera, frutto della ricerca di papà Danilo. La sua carta dei vini copre l’eccellenza delle produzioni, selezionate per annata, delle etichette di valle, trentine, nazionali e internazionali: Bulgaria, Germania, Francia, Portogallo, Spagna. A conferma che la tradizione non è conservazione, ma confronto continuo e reale con tutto ciò che la circonda. Ogni barricata è un vuoto a perdere.