Foraging, ovvero sapere ed esperienza
Dicevamo, non solo conoscenza del territorio, ma competenze reali nel riconoscimento delle erbe. Puoi aver imparato a riconoscere le erbe grazie all’esperienza di nonni o amici, puoi aver fatto corsi o studiato sui libri. Oggi ci sono addirittura app o podcast nati intorno al foraging. L’importante è non affrontare per la prima volta in autonomia una raccolta. Ogni pianta ha diversi antagonisti, il cui errore di riconoscimento può essere fatale. Solo in Italia esistono migliaia di erbe diverse. Ci sono erbe più facili da riconoscere e a cui più siamo abituati e altre che sono tutte da imparare, una per volta, per acquisire sicurezza.
La primavera è la stagione del tarassaco, del luppolo selvatico, del buonenrico, dell’ortica, dell’asperula, del raperonzolo, della viola mammola, ma anche, tra le altre, nei boschi in quota del Trentino, del radicchio dell’orso e dell’aglio orsino, specialità che puoi cercare in alcune dispense di chef o in qualche bottega del territorio. L’origine dei loro nomi è curiosa, si pensa fossero le prime erbe di cui andavano a caccia animali come l’orso dopo il lungo letargo per le loro qualità energetiche e, aggiungiamo noi, per la loro prelibatezza.
Tra gli appuntamenti e le esperienze da non perdere dedicati alla ricerca e alla degustazione delle erbe spontanee del Trentino, ti ricordiamo il Zicoria Festival, in val di Rabbi.