Ti capita spesso di uscire a pedalare con persone che non conosci?
«Vivendo vicino al Lago di Garda ho a disposizione ogni tipo di terreno: grandi salite, fondovalle, collina, perfino i grandi passi dolomitici non sono troppo distanti. Ci sono tantissimi ciclisti che vengono in vacanza in questa zona, professionisti e non. Il mattino ci ritroviamo e partiamo in gruppetto, ci sono i soliti amici e poi ogni tanto qualche faccia nuova. Pedaliamo i primi chilometri insieme, poi ognuno ha il proprio giro o programma da seguire: io ho le mie tabelle di allenamento quindi spesso vado per la mia strada, con il mio ritmo. Poi quando ciascuno ha finito con i propri lavori tecnici ci si ritrova nuovamente per strada e si conclude insieme l’allenamento. Andare in bicicletta in Trentino non è soltanto un esercizio sportivo, è uno stile di vita. Guarda quante belle ciclabili e quanti ciclisti!».
Cosa ti piace di più del ciclismo?
«Mi piace conoscere posti nuovi e incontrare persone, è il bello del ciclismo. L’altra variabile è la performance sportiva e anche per questo il ciclismo è uno sport speciale: ognuno al proprio livello può misurarsi con se stesso, con i propri limiti e può farlo in maniera molto intima e personale. Le sensazioni che avverto io sono per certi versi le stesse di una persona che va in bicicletta soltanto una volta ogni tanto, magari solo quando è in vacanza. Non è fantastico? In altri sport è più difficile che questo accada. E poi anche le strade: quelle che percorre un professionista in gara sono le stesse su cui si può misurare un amatore, basta pensare alle grandi salite delle Dolomiti, al Monte Bondone ma anche la Salita del Monte Velo uno può andare lì e rivivere le vicende dei miti del proprio sport. Oppure può pedalare a ritmo di passeggiata e divertirsi ugualmente».