Dopo la laurea mi hanno richiamata subito: stavolta si trattava di una cattedra piena, distribuita tra Casatta e Capriana, un altro minuscolo paese della Val di Fiemme, arroccato sulle montagne.
Ho imparato a calibrare attività e materiali pensati per venti o trenta bambini ai miei due o tre studenti, ho costruito giochi, inventato canzoni. Passo i pomeriggi a preparare le lezioni, poi la mattina arrivo e sono pronta a cambiare tutti i miei piani in base alla situazione: i programmi sono fondamentali e lavoriamo molto anche sulle nozioni, ma considerare lo stato d’animo di chi ho di fronte mi permette di ottenere risultati migliori.
Qui c’è la possibilità di instaurare relazioni, di individuare percorsi specifici alle esigenze di ciascuno, senza perdere di vista il lavoro di squadra.
A scuola di cittadinanza
A Casatta facciamo attività con gli alpini e con i pompieri, andiamo in montagna, ideiamo con i bambini progetti per la tutela del territorio e poi sono loro stessi a portarli avanti. Con l’aiuto degli agricoltori abbiamo costruito l’orto della scuola. Gli alunni l’hanno disegnato e realizzato. Seminano e curano i germogli fino a giugno, poi d’estate le famiglie si alternano per annaffiare le piante e in autunno c’è il raccolto… e che raccolto!
A Capriana quest’anno stiamo imparando a lavorare il legno e in certi giorni tutta la scuola profuma di cirmolo e abete e i trucioli volano sui banchi e fra i capelli.
Qui sto bene e sento di fare davvero la differenza.
Ogni volta che dico a qualcuno che insegno a Casatta e a Capriana, le persone mi guardano come se dovessi andare fino in Perù. Si sorprendono dell’esistenza di scuole così piccole e soprattutto del fatto che possano essere non soltanto roccaforti di resistenza allo spopolamento, ma anche veri e propri modelli di un’educazione vissuta. Ci sono le difficoltà, senza dubbio, e le sfide non mancano, ma quel che conta è che qui i bambini e le bambine sono consapevoli del loro ruolo di protagonisti nel far funzionare le cose.
Ogni mattina, quando apro le porticine di legno delle aule ed entro in questo mondo di libri e folletti, mi convinco sempre più che questi luoghi che resistono, silenziosi fra i boschi e nelle valli, non sono piccole scuole di montagna, ma grandi laboratori di vita.