Seguendo un filo di seta

Tra musei, rogge e filatoi

Trekking urbano nel centro storico di Rovereto, dal Museo della Città al setificio Colle Masotti.

C’è una Rovereto che si cela dietro i muri dei palazzi del centro, dove un tempo si tesseva silenziosamente il successo economico della città. Questo trekking urbano riporta alla luce la memoria di un’epoca in cui la seta rendeva Rovereto famosa tra le corti aristocratiche europee.

Il percorso si apre a Palazzo Sichardt, sede del Museo della Città, dove nella sala dedicata alla seta è esposto un rarissimo modellino ottocentesco di baco da seta in cartapesta. Realizzato in Francia, è uno dei pochi esemplari rimasti al mondo.

Si prosegue nel quartiere di Santa Maria, accompagnati dal gorgoglio del torrente Leno, le cui acque erano essenziali per alimentare i torcitoi e le macchine da filatura. Lungo i vicoli si svelano cortili, rogge e tracce materiali di una vocazione produttiva che ha segnato profondamente l’identità della città.

L’itinerario si chiude al Setificio Colle Masotti, uno degli ultimi esempi di architettura industriale serica in città. Conserva ancora al suo interno la roggia Paiari, fondamentale per l’alimentazione dei macchinari. Un luogo dove la storia torna tangibile, tra aneddoti, strumenti e testimonianze.

Il trekking è anche un invito a riscoprire una Rovereto meno nota, in cui le trasformazioni urbane, sociali e culturali sono nate attorno al commercio della seta. Rogge, filande, racconti d’archivio e memorie operaie restituiscono l’immagine di una città industriosa, elegante, sorprendente.

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