Ti prendo in castagna!
Le castagne crescono spontanee da sempre sulle nostre montagne. Per secoli sono state il pane di molte generazioni che le consumavano in ogni maniera, un “pane” molto nutriente disponibile da agosto a novembre, che poi veniva fatto seccare per ricavarne una farina disponibile nei mesi a venire. Col tempo, l’uomo ha addomesticato questa varietà e il risultato sono stati i marroni, più saporiti e più grossi per dimensione. In Trentino il tempo della raccolta delle castagne e dei marroni è uno dei momenti più suggestivi dell’anno perché i castagneti secolari si colorano di giallo e arancione.
Molte sono le sagre in autunno su tutto il territorio trentino dedicate a questo “cereale” di montagna, e molti sono i castagneti dove puoi unire una meravigliosa passeggiata tra i colori dell’autunno alla raccolta, ma in alcune valli un po’ di più, lì dove crescono varietà particolarmente pregiate di frutti.
In Val di Cembra cresce il Marrone di Albiano, una varietà autoctona recuperata agli inizi degli anni 2000. I marroni qui venivano coltivati su un terreno di porfido. Negli anni ’60, a seguito di una profonda crisi economica, centinaia di castagneti plurisecolari furono sradicati per far posto alle cave dalle quali estrarre la pietra vulcanica. Il castagno più imponente, il “re del Marigiat” ebbe bisogno di una carica di dinamite per essere abbattutto, uno scoppio di dolore che fu udito in tutta la valle. Poi, una ventina di anni fa, la rinascita.
Sull’Alto Garda trentino cresce una varietà rigorosamente bio nella frazione di Campi di Riva del Garda. Il Marrone di Campi è una qualità pregiatissima e protetta da un disciplinare con regole molto dettagliate per la raccolta, che viene fatta rigorosamente a mano.
Infine, ricordiamo il Marrone di Castione sull’Altopiano di Brentonico, sottoposto a tutela, e il “podet”, una varietà di castagna antichissima che cresce nella Valle del Chiese, intorno alla frazione di Riccomassimo.